Gino Ragionieri

Detto “il lupo di Santa Maria”, Gino Ragionieri fu condannato più volte per piccoli reati di incendio doloso, porto d’armi senza licenza, oltraggio e resistenza all’autorità e caccia in fondo altrui. Il 31 ottobre 1924 fu condannato dalla Corte d’Assise di Firenze a ventitre anni di reclusione e tre di libertà vigilata per l’eccidio di Empoli. Detenuto a Viterbo, fu liberato grazie all’indulto nel marzo del 1937 e sottoposto ai vincoli della libertà vigilata.
Scoppiata la guerra, Ragionieri fu internato a Manfredonia e, dal 17 giugno 1943, a Ferramonti.