Mario e Raffaele Mozina

I fratelli Mario e Raffaele Mozina, imbianchino e netturbino di Trieste, furono arrestati nel 1942 durante un’operazione di polizia tesa ad accertare elementi di contatto con i partigiani. Dopo un mese di carcere furono proposti per l’internamento ed inviati a Bettola (Piacenza), poi a Montespertoli (Firenze) e il 27 giugno 1943 a Ferramonti. A seguito della ministeriale telegrafica n. 46984 del 29 luglio, il direttore del campo di Ferramonti, Mario Fraticelli, chiese alla questura di Trieste il nulla osta per la liberazione dei fratelli Mozina. Il 7 settembre 1943 arrivò la risposta con parere contrario alla liberazione perché i fratelli erano “ritenuti capaci qualora liberati di affiliarsi a bande ribelli”.