Renato Acchetti

Il macchinista navale Renato Acchetti fu fermato a Medolino (Pola) il 29 settembre 1941 per aver pronunciato la frase “Io sono un serbo”. Internato subito a Manfredonia, scrisse un’istanza al Ministero dell’Interno per ottenere il proscioglimento. Nella domanda Acchetti cercò di giustificare il suo atteggiamento antitaliano presentando la triste sorte toccata alla famiglia.
Il prefetto di Pola, con nota del 13 agosto 1942, rifiutò la richiesta di proscioglimento  perché l’internato “risulta di cattiva condotta morale, dedito ai furti, alle truffe ed al vino e di sentimenti antinazionali (…) è dotato di discreta cultura il che lo rende anche più pericoloso”.
Renato Acchetti fu trasferito nel campo di Ferramonti il 5 giugno 1943.