Emilio Continelli

Foto Emilio Continelli

Il servizio medico del campo fu assegnato al dottor Emilio Continelli il 18 maggio 1943. Come il suo predecessore il nuovo medico di Ferramonti  era inquadrato col grado di tenente nella gerarchia militare fascista e cercò di curare al meglio gli sfortunati internati.
La sua attività medica, però, fu ostacolata dalle condizioni dell’infermeria, piccola, poco attrezzata ed insufficiente per le oltre 2000 persone presenti nel campo e dalle sempre più tragiche condizioni di salute dei deportati. Oltre alla  malaria e al tifo, si aggiunsero altre malattie dovute alla mancanza di cibo che, in quell’anno, risultò sempre più difficile reperire.
I generi razionati non erano inviati con regolarità, il latte sia fresco sia condensato era introvabile, la carne era quasi inesistente. La ditta Parrini non riusciva a rifornire il campo nemmeno dei generi di     largo consumo, poiché la mancanza di carburanti non permettevano  ai mezzi di trasporto di circolare.
Nell’agosto del 1943 la scarsa alimentazione fece registrare casi di anemia, esaurimento, depressione e sfinimento ed il dottor Continelli fu costretto a chiedere al direttore del campo che si procurassero delle camicie di forza per contenere l’esaltazione mentale  degli internati più deboli.